IT08CR15

AS (2008) CR15

 

Versione provvisoria

SESSIONE ORDINARIA 2008

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Seconda parte

ATTI

della quindicesima seduta

Mercoledì 16 aprile 2008-ore 15

DISCORSI PRONUNCIATI IN ITALIANO


ROSSI ( Doc. 11547)

Presidente, colleghi, a nome del gruppo della Sinistra Unita vorrei innanzitutto ringraziare il relatore Marquet per l’approfondito lavoro su un argomento spesso marginalizzato nel dibattito politico, probabilmente perché non emerge la dimensione di tale fenomeno e probabilmente anche perché il suicidio in particolare degli adolescenti è un argomento doloroso, troppo doloroso, che spesso ci rifiutiamo di affrontare per non guardare nello spaventoso varco che ci si può aprire davanti.

Il progetto di risoluzione quindi getta una luce su un fenomeno che deve essere affrontato con tutti i mezzi necessari. L’adolescenza è un periodo particolarmente sensibile nello sviluppo della persona umana, questo periodo spesso è vissuto con una successione di traumi dovuti essenzialmente all’uscita dal guscio protettivo della famiglia e dal conseguente confronto con il mondo esterno.

Spesso l’adolescente è portato a raffrontarsi con fenomeni che deludono le sue aspettative e mettono in discussione il fragile modello di vita che si è formato nella sua mente nella fase dell’infanzia. Il bullismo, la discriminazione sessuale, pressioni di qualsiasi tipo da parte del mondo adulto ed anche una non reale coscienza di quello che è la morte creano un humus favorevole al cortocircuito mentale che può portare al suicidio.

Il rapporto e il memorandum fanno un analisi a 360 gradi su quelle che possono essere le cause dei traumi che possono portare al suicido e definisce chiaramente un serie di azioni che devono essere intraprese per prevenire e ridurre il fenomeno. Gli aspetti importanti da sottolineare a mio avviso sono i dati relativi all’incidenza del suicidio fra i giovani omosessuali che probabilmente sono la fascia di adolescenti più sensibili e che si devono confrontare con una società e dei modelli di comportamento che non capiscono e che spesso rifiutano e che di fronte a questi traumi non trovano persone con cui possono confrontare le loro difficoltà, le loro sensibilità ed essere aiutati per affrontare questi traumi.

Il rapporto evidenzia un altro aspetto importante ovvero la paura del fallimento, il non sentirsi adeguati ad affrontare determinate prove. Anche in queste situazioni il personale adulto intorno all’adolescente non riesce spesso ad individuare quegli adolescenti sensibili che possono cadere nel rifiuto della vita, anche per una mancata formazione ed una attenzione specifica da parte delle persone che ruotano attorno all’adolescente ad affrontare questo tipo di fenomeni. E’ importante che il rapporto abbia sottolineato questo aspetto.

Un altro elemento di rilievo è quello della mancata coscienza della morte da parte degli adolescenti. I video giochi, qualche messaggio errato che si può reperire su internet, e chiaramente una non ben formata coscienza, fanno si che la morte non sia vista dagli adolescenti nella pienezza della sua drammaticità. Gli eroi dei videogiochi rinascono sempre, su internet a volte la morte viene glorificata. Quindi anche questo aspetto come evidenzia il rapporto deve essere affrontato attraverso un percorso di educazione che riguardi non solo gli adolescenti ma la famiglia e il personale educativo nonché con elementi divulgativi tramite lo stesso strumento di internet.

Per concludere, questo rapporto ha avuto il coraggio di affrontare un argomento doloroso con il necessario approccio razionale e portando concrete proposte per la prevenzione del fenomeno. Per questo ringrazio nuovamente il relatore per questa iniziativa e dichiaro l’appoggio del nostro gruppo.