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AS (2010) CR 15
Versione provvisoria

SESSIONE ORDINARIA 2010

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(Seconda parte)

ATTI

della quindicesima seduta

Mercoledì 28 aprile 2010, ore 15.00

DISCORSI PRONUNCIATI IN ITALIANO

 

SANTINI,domanda al Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg

Commissario, Lei ha visitato undici paesi in un anno, complimenti. In tutto diciassette visite in questi paesi dove ha trovato situazioni differenti: da stato di guerra a minacce di terrorismo ma fortunayamente anche paesi dove esistono democrazia e pace. Eppure i suoi giudizi sono tutti egualmente cmolto severi. Ho letto la sua relazione e dice che ha incontrato molti ministri e rappresentati delle varie istituzioni locali e delle forze di polizia disposte a collaborare. Eppure il suo giudizio per quanto riguarda i Rom non cambia, in molti paesi considerati civili, Lei dice che non c’è rispetto per i diritti umani. Non le sembra che sia un pò esagerato? Perché non cambia ogni tanto opinione, non le sembra di essere severo nonostante gli sforzi generosi che molti paesi, a cominciare dal mio, stanno facendo? Grazie.

MARCENARO, domanda al Commissario per i diritti dell’uomo del Consiglio d’Europa Thomas Hammarberg

A nome del gruppo socialista, voglio ringraziarla signor Commissario per il suo prezioso lavoro. Un lavoro difficile che non porta facili consensi: quello di richiamre con fermezza gli stati alle loro responsabilità in materia di rispetto dei diritti umani, delle leggi, delle convenzioni e dei trattati. In un Europa dove ancora rischia di soffiare il vento della guerra e della pulizia etnica, nella quale emergono forze aggressive e xenofobe. Non si diventa popolari difendendo i diritti umani, cosa possiamo fare noi, cosa può fare l’Assemblea parlamentare per sostenere e aiutare il suo lavoro così difficile e così importante? Grazie.

FARINA (Doc. 12173)

Colleghi, questa è una grande occasione per tutti noi per ripensare alla solitudine del popolo ucraino negli anni in cui fu sotto il tallone della dittatura sovietica. Dico “dittatura sovietica” e non “dittatura russa”. Infatti anche il popolo russo è stato schiacciato dal comunismo prima di Lenin e di Trotsky, poi di Stalin su fino a Breznev e Andropov. Non c’è alcun dubbio che la carestia che stroncò soprattutto l’Ucraina, colpì anche altri popoli e sia stata un evento voluto dal regime sovietico. Non è stata come l’esplosione di un vulcano, un fenomeno naturale, ma il primo esempio di programmazione socialista. Ampi studi lo dimostrano.

Non capisco la resistenza degli amici russi ad ammettere il genocidio. E’ ovvio, l’olocausto del popolo ebraico è stato unico, però ci sono stati vari genocidi. Ad Auschwitz sono stati uccisi Ebrei ma anche Cristiani e Polacchi. Non per questo si deve negare che ci sia stato il genocidio del popolo ebraico. Così, il fatto che altri popoli siano stati coinvolti non implica che si debba negare il genocidio del popolo ucraino.

Non sono colpevoli di quanto è accaduto i Russi, in quanto Russi. Come per le fosse di Katyn, la verità sui responsabili non può essere occultata. La politica è debitrice della verità storica. Qui non si fa un dibattito storico ma di responsabilità politica sul presente che dipende dalla storia che ci pesa sulle spalle.

Come italiano chiedo anch’io scusa: Mussolini era stato informato dal console Sergio Gradenigo che gli scrisse: “E’ un macello organizzato dal governo sovietico. E’ un mistero come la stampa internazionale taccia.” Mussolini tacque. Sottoscrisse nel settembre del 1933 il trattato italo-sovietico di amicizia. Pubblicò in italiano l’intervento di Molotov, Gauleiter dell’Ucraina per conto di Stalin e quello di Grinko, responsabile dell’economia, dove si congratulavano l’uno con l’altro per avere stroncato in Ucraina la resistenza contadina. Sono fatti storici.

Signori, qui si tratta di riconoscere insieme la verità e di riconoscere insieme la nostra responsabilità verso i popoli calpestati. Tutti i capi dei popoli sapevano e tacquero. Riconoscere Holodomor è un modo di stare con le vittime e non con i carnefici. Grazie.

MALGIERI (Doc. 12173)

Signor Presidente, colleghi, definire la grande carestia come uno dei più bestiali programmi terroristici del Novecento credo che renda l’idea della disumanità e della crudeltà dello stalinismo trionfante tra il 1932 e il 1933. E’ stata la più imponente catastrofe che si sia abbattuta sull’Ucraina lambendo molte altre regioni sovietizzate quali la Bielorussia, il Kazakistan, la Moldova e parti della Russia stessa provocando la morte per fame di almeno sette milioni di persone. L’ambasciatore ucraino all’ONU arrivò ad ipotizzare dieci milioni di vittime. Probabilmente il numero non sarà mai certo e mai noto.

Il genocidio ucraino o l’olocausto ucraino, questo è il significato di Holodomor, è stato riconosciuto dal Parlamento Europeo come crimine contro l’umanità. E’ per questo che la risoluzione al nostro esame è esemplare per le argomentazioni sostenute ed i dati forniti di un’indagine per troppo tempo rimandata. Se si eccettuano pochi studiosi, infatti, come Robert Conquest, in questo lungo dopoguerra, dobbiamo concludere che il mondo libero è stato colpevolmente distratto, certamente per motivi di realpolitik, di fronte a una tragedia che in occidente quasi tutti ignorano e della quale non vi è cenno nei libri di testo scolastici. Una sanguinosa vittoria postuma di Stalin.

Oggi la nostra Assemblea ricorda l’Holodomor ed esorta tutti gli storici, dei paesi ex-sovietici e non, a condurre in maniera congiunta programmi di ricerca indipendenti, al fine di chiarire, senza lasciare nessuna ombra, questa terribile tragedia e renderla finalmente nota alla più vasta opinione pubblica. Una tragedia che provocò, è bene ricordarlo, innumerevoli atti di cannibalismo estranei alla civiltà europea, e la distruzione completa del mondo contadino ucraino, la cui origine risale al 1929, quando Stalin varò un colossale ed ambizioso programma per dare una svolta all’economia socialista che stava arretrando rovinosamente. Programma che si articolava su due punti: la creazione di una possente industria di Stato e la collettivizzazione delle aziende rurali. Il piano produsse reazioni che il tiranno comunista non esitò a stroncare ferocemente fino ad indurre alla morte per fame milioni di esseri umani.

La decisione delle autorità ucraine di istituire una giornata nazionale per la commemorazione delle vittime dell’Holodomor è certamente da incoraggiare, anche se mi chiedo come sia possibile che un tale evento venga sostenuto dall’attuale leadership che mi sembra piuttosto tiepida sulla vicenda come ci ha fatto intendere ieri il presidente Yanukovich, negando che si sia stato trattato di genocidio. Mi auguro che il Consiglio d’Europa, fedele ai suoi principi e ai suoi ideali, vigili sul tutto con la dovuta attenzione. Grazie.

FARINA ( Doc. 12173, emendamento 11)

Questo emendamento vuole includere Lenin tra i protagonisti morali di quanto accaduto in Ucraina. Ho purtroppo studiato Lenin e leggo una sua frase del 1922: “ E’ un grave errore pensare che la NEP metta fine al terrore, noi faremo ancora ricorso al terrore anche in campo economico”. Questo emendamento vuole anche essere un tributo a Solgenitsin che ha visto in Lenin l’origine del terrore staliniano. Chiedo agli amici russi e in particolare a Markov di riconoscere questo. Non si può onorare Solgenitsin e poi conterstarlo nelle sue tesi.

FARINA ( Doc. 12173, emendamento 12)

Scrivere che l’odio si riverse soprattutto contro i contadini ricchi, rischia di essere quasi una giustificazione morale di quello che è stato fatto. Perché i ricchi sono sempre molto antipatici e anche le campagne antisemitiste accusavano gli ebrei di essere ricchi a danno dei poveri. Quindi propongo di togliere la parola ricco per rendere più pertinente e forte il rapporto.

FARINA ( Doc. 12173, emendamento 13)

La definizione che chiedo di introdurre di “carestia terroristica” sottolinea l’uso della carestia, e in generale di quest’arma economica, come arma politica di sterminio di un immane numero di civili. Quindo è tecnicamente corretto parlare di terrorismo. Stalin bloccò il rifornimento di grano mentre sapeva che milioni di persone stavano morendo. Questo è un emendamento neutro rispetto alla questione del geniocidio, non c’entra niente. Leggo Vasilij Grossman: “ Il decreto ordinò che i contadini dell’Ucraina, del Don e Kuban fossero uccisi per fame, uccisi con i loro bambini”. Vasilij Grossman non è ucraino, è stato un grande scrittore ebreo russo e chiedo di valutare in questo senso per il sì.