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Opening of the sitting No 7

Urgent debate: The escalation of tensions around the Sea of Azov and the Kerch Strait and threats to European security

Mr Piero FASSINO

Italy, SOC

10:34:53 IT

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Grazie, Presidente.

Ringrazio l'onorevole NICK. Naturalmente, condivido le sue considerazioni e anche la proposta di risoluzione.

È evidente che siamo di fronte a un episodio molto grave che accresce la tensione tra Ucraina e Russia e allontana ancora di più la possibilità di trovare delle intese. Quindi, io sono d'accordo con quello che nella risoluzione viene detto e che anche gli interventi stanno sottolineando: bisogna assolutamente che ai prigionieri politici vengano garantiti i trattamenti previsti dalle convenzioni internazionali, a partire da quelle del nostro Consiglio, bisogna battersi perché i prigionieri siano liberati al più presto e assicurare la libertà di movimento nel Mare di Azov. Tutto questo è giusto e io lo condivido.

Dopodiché, penso che dobbiamo fare qualche riflessione ulteriore. L'accordo che regola la navigazione nel Mare di Azov è del 2003. Siamo nel 2019. In questi 16 anni, la situazione tra Russia e Ucraina è drammaticamente peggiorata; tanto è vero che alcune formulazioni di quell'accordo appaiono surreali. C'è scritto, nel primo articolo, che la regolazione della navigazione nel Mare di Azov deve risultare da un accordo tra le parti. Ora, siccome le parti sono in un conflitto frontale, quell'accordo non c'è e non ci sarà. Credo che dobbiamo essere consapevoli che questo episodio ci obbliga a un'iniziativa politica più larga. Quella a cui stiamo assistendo è un'escalation progressiva. È, di fatto, la messa in mora degli Accordi di Minsk; ed è una situazione che, anziché mano a mano avvicinarsi a una soluzione, sempre di più si avvicina ad uno scontro frontale, privo di qualsiasi soluzione.

Credo che compito del Consiglio d'Europa sia da un lato certamente condannare quello che è accaduto nel Mare di Azov, e chiedere quindi alla Russia l'applicazione del trattato e la liberazione dei prigionieri; al tempo stesso, però, penso che abbiamo bisogno di mettere in campo un'iniziativa politica che riproponga il problema della soluzione dei rapporti tra Ucraina e Russia e, per quello che ci riguarda, la questione della presenza russa in Assemblea.

Anche questo episodio dimostra che è un nervo scoperto, perché non possiamo trasformarci semplicemente in una sede che, tutte le volte che succede un episodio, si esprime contro la Russia e poi pretendere che la Russia sia un nostro interlocutore. Quindi la cosa è molto delicata: da un lato, abbiamo bisogno di essere molto coerenti con i principi del nostro Consiglio, e quindi rispetto a quello che è accaduto la nostra condanna deve essere chiara; però dobbiamo trovare anche le strade per un'interlocuzione con la Russia che faccia fare dei passi avanti a tutta la situazione.

Grazie

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